
Mi chiamo Ambra Nardini, sono Arteterapeuta, Educatrice Museale esperta in percorsi inclusivi, partecipativi e relazionali rivolti ad ogni età, Interprete e Docente udente di Lingua dei Segni Italiana. La mia pratica artistica ha un nome che è anche una missione: “Comunicare a colori”.
Credo fermamente che la comunicazione sia un mondo complesso, ricco di sfumature da valorizzare, affascinante e in costante evoluzione. Per navigarlo, non bastano le parole: serve una ricerca continua che passi attraverso il corpo, l’emozione e l’incontro con l’altro.
L’Arte come ponte, la Scuola come casa delle emozioni
Perché portare l’arte ovunque, specialmente nelle scuole? Perché l’arte ha il potere immediato di connetterci a noi stessi. Fare arte in classe non deve essere un compito da svolgere seguendo schemi precostituiti, ma un’esperienza di libertà.
Sogno una scuola dove l’Educazione alle Emozioni sia centrale: riconoscere e vivere i propri sentimenti attraverso l’espressione artistica ci rende più forti, resilienti e consapevoli del valore immenso della nostra unicità.
Oltre la parola: Il corpo che parla
Nella mia pratica amo mescolare i linguaggi: pittura, scultura, installazione, danza, teatro e performance. Lavorare con il corpo significa trovare un ponte comunicativo che va al di là del verbo. Nei miei percorsi si sperimenta una relazione naturale e istintiva con lo spazio:
- Si può dipingere senza vedere.
- Si può ascoltare senza udire.
- Si può comunicare senza conoscere la stessa lingua.
L’arte valorizza il “qui e ora”, annulla le limitazioni e ci permette di arricchire la nostra unicità attingendo da quella degli altri.
L’opera d’arte è un portale
Citando Nicolas Bourriaud, credo che l’opera d’arte non sia un “prodotto finito” da guardare, ma un sito di navigazione, un generatore di attività. L’arte insegna a vedere punti di vista diversi, sviluppa l’empatia e migliora concretamente la nostra vita sociale, familiare e lavorativa.
Le mie radici e i miei maestri
Il mio metodo esperienziale si nutre di riferimenti preziosi:
- Luciano Nardini (Bonafede): mio padre, con la sua instancabile ricerca su materia e colore.
- Maria Lai e Gilbert & George: pionieri dell’arte relazionale, che mi hanno insegnato che il nostro corpo è la prima, vera opera d’arte.
- Pina Bausch: con il suo TeatroDanza, maestra nell’esplorare il gesto come poesia in rapporto con lo spazio.
Il mio impegno: Accessibilità e Ricerca
La mia pratica è una sfida quotidiana che porto avanti attraverso collaborazioni che amo:
- LIS (Lingua dei Segni Italiana): la unisco alla pittura per indagare il movimento e la relazione corpo-spazio, collaborando con l’ENS di Prato.
- Arteterapia e Accessibilità: Porto avanti progetti inclusivi, di accessibilità museale e di welfare culturale all’interno della Cooperativa EDA e attraverso la collaborazione con Musei e Istituzioni culturali della Toscana.
- Arte e percorsi espressivi: presso il mio Atelier e Galleria d’Arte che si trova a Prato in Via Fra Bartolomeo 54/A.
Ogni giorno mi metto in gioco con una convinzione: l’arte non serve a decorare il mondo, ma a riprogrammarlo per renderlo più inclusivo, consapevole e umano.
Ti va di sperimentare con me?
Se sei un genitore, un insegnante o un operatore culturale e credi nel potere trasformativo dell’arte, esplora le sezioni del blog o contattami per progettare insieme un percorso. L’arte aspetta solo di essere vissuta.