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Arte come resilienza

L’Arte è il viso di chi ami. Permette di esprimere e trasmettere un senso di speranza e resilienza e di lavorare sulle proprie emozioni senza bisogno di parole.

L’Arte è una risposta concreta al bisogno innato di esprimersi e trasformarsi sempre.

L’Arte non cancella il dolore ma lo trasforma….

L’esperienza artistica, che è di per sè trasformativa, e il metodo dell’arteterapia sono strumenti di grande potenza per affrontare anche i momenti più tragici della vita. In questi momenti non si riesce a verbalizzare o ad avere chiare le emozioni che si vivono, spesso contrastanti, pesanti e indefinibili. Durante il processo artistico, emozioni e sentimenti, fluiscono nel nostro corpo e, attraverso le nostre mani vengono rilasciate e concretizzate: gli si dà una forma, un colore, una composizione, una vita propria. Concretizzandoli è possibile dialogarci e dare ascolto e attenzione a quella parte di noi stessi che altrimenti rimarrebbe ignorata e soffocata, continuando inevitabilmente a premere per uscire. Il dolore del lutto ci porta a vivere sensazioni di prigionia in spazi bui e soffocanti, in cui non si vede via di uscita, che spesso tende ad una chiusura nel proprio dolore. L’arte può aiutarci ad aprire spiragli di luce e a insegnarci a riprendere in mano la nostra vita e la speranza per il futuro.

… E l’Arte poi l’ho abbandonata…

Quando si fa Arteterapia con i gruppi emergono tante riflessioni che mettono in moto emozioni e ricordi. A volte sono ricordi spiacevoli di inadeguatezza e frustrazione. Una signora ha raccontato che ha sempre pensato di non essere per nulla brava a fare niente che possa essere associabile a qualcosa di artistico o creativo. “Eppure adesso che ho preso semplicemente a muovere le mani liberamente, mi sono ricordata che c’è stato un momento in cui credevo di essere brava a disegnare ma a scuola mi sono resa conto via via che non era per me l’arte”. Portando al gruppo un sentimento che accomuna molti di noi. Un sentimento che ha origini da bambini, tra i banchi di scuola quando un giudizio può soffocare la creatività e annientare idee e voglia di fare. “E poi l’Arte l’ho abbandonata….”

Eppure l’arte è sperimentazione e il vero fallimento è solo il sentirsi di aver fallito. Dal fallimento, da quello che non ci piace possono nascere tante cose, come semi di tante piantine che se ti stanchi di dar loro acqua moriranno per forza. Eppure nell’arte il giudizio degli altri pesa moltissimo e proprio nell’arte tutti si sentono in diritto di criticare, i più sicuri di sé sembrano tutti grandi artisti, grandi critici d’arte, grandi esteti che sanno cosa è bello e cosa invece è brutto. E allora la maggior parte di noi ha dato retta a quei giudizi (che nell’arte comunque sono sempre soggettivi) e hanno dimenticato col tempo cosa sia creare con le proprie mani, cosa vuol dire fregarsene di piacere agli altri e lasciarsi andare al solo gusto di esprimere sé stessi, liberi di scoprire e scoprirsi senza paletti, senza dover per forza colorare dentro i contorni, senza il dover per forza usare i colori “giusti”, senza il dover per forza rispettare canoni imposti dagli altri.

Ognuno di noi, nessuno escluso, ha bisogno di riconnettersi a quella parte creativa e artistica che è dentro di noi e che è innata e libera da contaminazioni di giudizio esterno. Basta vedere i bambini in tenera età che non hanno certo paura di un foglio bianco o di sporcarsi di colori.

L’arte è libertà e per farla non bisogna essere artisti affermati, anzi coloro che sono completamente liberi da infrastrutture imposte o autoimposte, proprio come i bambini piccoli, sono coloro che possono arrivare a scoperte inaspettate e meravigliose.

Cito una frase di uno dei ragazzi che con me fanno Arteterapia da ormai diversi anni: “Io non so cosa differenzi veramente un artista da uno che non lo è ma che semplicemente dipinge, disegna, crea. Non so se io sono o sarò mai considerato un artista ma la cosa bella è che non mi interessa. Forse finché dipingi per piacere agli altri di certo non lo sarai mai. Quello che mi interessa è che solo che con l’arte posso esprimermi e stare bene, e capire me stesso, e fare uscire quello che al contrario rimarrebbe soffocato nel mio cuore. Quello che mi interessa è quel momento di me, in connessione con me, in relazione con il mondo, il mio”.